| Il VHDL può essere usato per la descrizione di sistemi digitali da realizzare su sistemi FPGA (Field Programmable Gate Array). Sotto opportune condizioni, una descrizione VHDL può essere automaticamente trasformata in un sistema elettronico su singolo circuito integrato sfruttando le potenzialità dei ciruiti FPGA. | Il VHDL può essere usato per la descrizione di sistemi digitali da realizzare su sistemi FPGA (Field Programmable Gate Array). Sotto opportune condizioni, una descrizione VHDL può essere automaticamente trasformata in un sistema elettronico su singolo circuito integrato sfruttando le potenzialità dei ciruiti FPGA. |
| I dispositivi FPGA sono circuiti integrati che contengono un elevato numero di dispositivi logici elementari configurabli e una fitta rete di interconnessioni che può essere programmata dall'utente. Oltre ad alcune migliaia (o decine di migliglia) di blocchi logici elementari (un blocco logico elementare è tipicamente una rete combinatoriale programmabile con pochi ingressi e uscite con la possibilità di usare un registro), alcune FPGA dispondono di blocchi specializzati (memorie configurabili, moltiplicatori paralleli, ecc). In questo contesto il VHDL può essere usato per descrivere il comportamento di blocchi logici e il modo in cui questi blocchi logici sono fra loro interconnessi. Lo scopo è arrivare a una effettiva realizzazione delle funzioni logiche descritte sfruttando i circuiti interni alla FPGA. Esistono software in grado di convertire una specifica VHDL, anche ad alto livello, in opportune configurazioni circuitali all'interno della FPGA. E' evidente, però, che in questo caso non ha senso specificare ritardi di propagazione all'interno della descrizione VHDL: non si sa a priori in che forma (con quali componenti) verrà realizzata la funzione logica descritta e, a maggior ragione, non si conoscono a priori i ritardi di propagazione all'interno del sistema che verrà realizzato. In questo caso sono i software di sviluppo delle case produttrici che, oltre a occuparsi della sintesi del sistema, stimano ritardi conseguenti alla particolare realizzazione ottenuta e consentono di effettuare una simulazione (gestita da software proprietario) del comportamento del sistema. Il sistema costruito può immediatamente diventare un sistema reale mediante la programmazione di una FPGA. | I dispositivi FPGA sono circuiti integrati che contengono un elevato numero di dispositivi logici elementari configurabli e una fitta rete di interconnessioni che può essere programmata dall'utente. Oltre ad alcune migliaia (o decine di migliglia) di blocchi logici elementari (un blocco logico elementare è tipicamente una rete combinatoriale programmabile con pochi ingressi e uscite con la possibilità di usare un registro), alcune FPGA dispondono di blocchi specializzati (memorie configurabili, moltiplicatori paralleli, ecc). In questo contesto il VHDL può essere usato per descrivere il comportamento di blocchi logici e il modo in cui questi blocchi logici sono fra loro interconnessi. Lo scopo è arrivare a una effettiva realizzazione delle funzioni logiche descritte sfruttando i circuiti interni alla FPGA. Esistono software in grado di convertire una specifica VHDL, anche ad alto livello, in opportune configurazioni circuitali all'interno della FPGA. E' evidente, però, che in questo caso non ha senso specificare ritardi di propagazione all'interno della descrizione VHDL: non si sa a priori in che forma (con quali componenti) verrà realizzata la funzione logica descritta e, a maggior ragione, non si conoscono a priori i ritardi di propagazione all'interno del sistema che verrà realizzato. In questo caso sono i software di sviluppo delle case produttrici che, oltre a occuparsi della sintesi del sistema, stimano ritardi conseguenti alla particolare realizzazione ottenuta e consentono di effettuare una simulazione (gestita da software proprietario) del comportamento del sistema. Il sistema costruito può immediatamente diventare un sistema reale mediante la programmazione di una FPGA. |